04th Set 2008

Oche e anatre (pt. 7/7)

Oche e anatre, dal lago alla nostra tavola
di AlanAdler

Oche e anatre come animali Oche e anatre appartengono alla famiglia degli anatidi, e hanno molte caratteristiche in comune. Il loro corpo è fatto per la vita acquatica, con zampe palmate e corte, collo lungo e becco dotato di lamine cornee che fungono da filtro. Come tutti gli uccelli acquatici, hanno un piumaggio superficiale impermeabile e, sotto questo, un fitto manto di piume isolanti, chiamato piumino, estremamente soffice e leggero, che tiene oche e anatre al caldo nell’acqua gelida. Amano vivere non solo in famiglia, ma anche in grandi comunità, come molte altre specie di uccelli.

Quasi tutti gli animali sono soggetti all’imprinting, ma nessuno in maniera così decisiva come oche e anatre. Quando anatroccoli (i cuccioli di anatra) e paperi (i cuccioli di oca) nascono dall’uovo, sono attratti dalla prima cosa che vedono, di norma la loro madre. Sono pronti a nuotare con la madre nel giro di poche ore. Se per qualche strana ragione rimangono separati dalla madre quando escono dall’uovo, seguono chiunque altro si trovi lì, umani compresi.

Tutte le razze di anatra domestica discendono dal germano reale, tranne le varietà dell’anatra muta, che assomigliano ancora molto al loro antenato selvatico. Le anatre mute sono grandi nuotatrici, possono correre molto velocemente e sono in grado di raggiungere un’ottima velocità anche in volo. Hanno un forte senso della protezione della prole. Un’anatra madre in compagnia dei suoi piccoli, in vista di un predatore, si finge ferita, e mentre gli anatroccoli si disperdono, lei attira il predatore sempre più lontano simulando quella che sembra una folle danza, fino a quando, sicura che i piccoli siano al sicuro, spiccherà il volo beffando l’incredulo predatore. È la famosa “parata di distrazione” o “simulazione di ferita”.

Fatta eccezione per l’oca cinese, tutte le oche domestiche discendono dall’oca selvatica. Le oche sono talmente guardinghe che i predatori riescono raramente ad avvicinarsi. Possiedono una vista e un udito incredibilmente sviluppati. Quando mangiano, almeno una di loro rimane sempre in vedetta e avvisa il gruppo di un eventuale pericolo. Le oche hanno vincoli familiari molto forti. Tendono a rimanere accoppiate per tutta la vita. Quando la femmina è nel nido, il maschio si aggira poco distante e fa da sentinella, ed è particolarmente fermo ad allontanare chiunque si avvicini.

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31st Ago 2008

Kentucky Fried Cruelty: The Movie

Campagna della Peta contro KFC. Maggiori info sulla campagna » qui.

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29th Ago 2008

Il pesce (pt. 6/7)

Il pesce, dal mare alla nostra tavola
di AlanAdler

“Una volta arpionai una cernia in tana, ma questa non voleva saperne di venire fuori. Dopo una serie di immersioni ho introdotto il braccio nella grotta per cercare di trascinarla fuori. Toccandola, ho sentito il suo cuore che batteva. E’ come se improvvisamente mi fossi reso conto di qualcosa. I pesci non gridano, non ci fanno impressione, appartengono ad un mondo diverso dal nostro. Lo consideriamo un mondo non nostro e gli abitanti estranei. Eppure quando sparavo ai saraghi, questi si dibattevano. Dovremmo imparare a parlare dei pesci come entità viventi. Se potessimo sentire il loro grido di dolore, sono convinto che smetteremmo di mangiarli.”
Enzo Maiorca

Il pesce come animale
Anche se sembrano molto diversi da noi, i pesci in realtà sono animali comunicativi e sensibili. Senza conoscere a fondo la loro vita, tuttavia, è facile lasciarsi sfuggire la complessità di questi animali acquatici.

Jacques Cousteau una volta ha chiamato gli oceani “il mondo silenzioso”, e per anni molti scienziati hanno concordato con lui. Ma quando un ricercatore del Marine Biological Laboratory di Woods Hole, Massachusetts, ha portato con sé durante un’immersione un microfono appositamente modificato, è stato “travolto dai suoni”. È riuscito a sentire, per esempio, cernie abbaiare allo scorgere di un predatore, ciclidi emettere versi simili a grugniti durante l’accoppiamento o pesci hamlet emettere persino gridolini durante l’orgasmo. Ma i pesci usano anche altre forme di comunicazioni più sofisticate, come i pesci “elettrici” dell’Africa o del Sud-America che trasmettono segnali elettrici. Anche per ciò che riguarda le loro capacità mentali, questi animali sembrano essere molto sottovalutati. Alcuni pesci, come il polpo, sono particolarmente intelligenti e capaci di compiere attività elaborate. Pesci “addestrati” da studiosi in laboratorio hanno imparato a spingere una leva - e solo a determinati orari - per ottenere cibo.

Come noi, i pesci sono animali dotati di un cuore pulsante che pompa sangue, e come noi, presentano un cervello. Anche i pesci dormono, ma il loro sonno può essere di due tipi diversi. Si ha il riposo vigile, che corrisponde a una specie di veglia dove il cervello viene fatto riposare ma i sensi sono attivi, e il sonno vero e proprio, inteso come sospensione completa di ogni attività.

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20th Ago 2008

Uomini e topi

Inchiesta sulla sperimentazione animale in Italia condotta dal programma giornalistico Report andata in onda nell’ottobre del 2004. Vi compaiono noti vivisettori del campo italiano, come la Montalcini, Gessa e Garattini. Il servizio mette in mostra la segretezza che tutela i laboratori, luoghi impenetrabili e inaccessibili, anche alle telecamere troppo curiose. Spiega in maniera chiara ed evidente perchè la vivisezione non può considerarsi un metodo scientifico. Mette in mostra l’illegalità, l’incuria e il senso di vago con cui la sperimentazione animale viene praticata, in Italia come in tutto il mondo. I vivisettori sono presentati come degli involontari comici (il Gessa, nella sua caratteristica parlata balbuziente, che chiede imbarazzato di tagliare una sua gaffe), degli esaltati (lo Strata che ci parla di scosse elettriche ai topi e di cervelli fatti a fettine con un senso di gioia mal nascosto), degli schizofrenici (la Montalcini che esagitata nega l’esistenza pura di farmaci che hanno causato effetti collaterali gravi o morti dopo la commercializzazione). Oltre a nomi noti dell’antivivisezionismo italiano (Mamone, Cagno e, di sfuggita, anche il Tettamanti), vengono presentate le critiche mosse anche da altri medici e ricercatori italiani. Sicuramente un ottimo servizio. Sicuramente l’unico realizzato in Italia che abbia avuto il coraggio, per una volta, di mettere in discussione la “sacra verità” presentataci dai signori vivisettori su ogni canale televisivo o TG serale, in attesa che la cura miracolosa sui topi si materializzi anche per i malati che continuano a morire ogni giorno.

Il servizio può essere visto direttamente su GoogleVideo » qui.

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31st Lug 2008

L’Unione Europea finanzia la corrida

Un articolo del Daily Mail svela l’incredibile sostegno economico dell’Unione Europea alle corride
Fonte: AgireOra Network (da MailOnline, 12 luglio 2008)
di Danny Penman
traduzione a cura di AgireOra Network

Il toro Santanero si accasciò sulle ginocchia. Gli usciva sangue dalla bocca, a formare una pozzanghera nella polvere. Terribili ferite riempivano il suo petto e ogni respiro aumentava la sua agonia.

Il toro era prossimo alla morte, ma rifiutava di morire. Fissò con tono di sfida il suo avversario, Javier Cortes. Si alzò lentamente da terra e si preparò a caricare il matador un’ultima volta. Javier rise e provocò il toro con la sua cappa, mentre il toro avanzava incespicando. Questa era la parte che Javier amava più di tutto, il momento in cui al matador è permesso di sfoderare tutta la sua “arte” infilando la spada a fondo nel cuore del toro, per poi rigirarla senza pietà a disegnare una croce nel cuore dell’animale.

Il matador aveva già affondato la sua spada lunga più di mezzo metro tre volte nel corpo di Santanero. Il toro era anche stato pugnalato 8 volte e i suoi polmoni erano stati trafitti con delle lance da uomini a cavallo - ma ancora l’animale rifiutava di morire. La folla aspettava col fiato sospeso il colpo di grazia del matador. Ma proprio allora, mentre il matador stava per colpire Santanero, una fievole voce squillò dietro di me nell’arena Las Ventas di Madrid.

«Lascia stare il toro!» urlò una bambina americana di 5 anni che era stata portata alla corrida dai genitori. «Perchè gli fai male? Sei crudele!». Si mise a battere i piedi e a urlare ancora più forte, mentre la folla la guardava scioccata. Per come la vedevano loro, la bambina stava disturbando un artista al lavoro.  Le sue suppliche non servirono a niente. Il matador conficcò la sua spada nel collo di Santanero, e ripetè l’affondo altre due volte. L’animale urlò di dolore un’ultima volta prima di cadere su un fianco. Era finito. Tutto quello che rimaneva era l’ultimo insulto alla sua dignità: essere stato ucciso da un uomo vestito in un completo blu e rosa ricoperto di lustrini. Il torero tagliò le orecchie e la coda di Santanero e le tenne in alto come tributo alla folla.

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30th Lug 2008

Irregolare un canile su tre

Canili pubblici e privati, allevamenti professionali e negozi di animali fuori legge
Fonte: LaZampa.it
17 luglio 2008

Cani che vivono in condizioni disumane, nutriti con mangimi scaduti e fatti riprodurre nonostante il divieto vigente, con il solo scopo di vendere i cuccioli a famiglie o persone intenerite. Questa la situazione che i Carabinieri dei Nas hanno trovato in oltre un terzo dei canili pubblici o privati dei 267 ispezionati fra il 4 e il 13 luglio. Stesso discorso per gli allevamenti cinofili: circa il 30% dei 94 sottoposti a controllo, è risultato fuori legge e nove sono stati chiusi, insieme a sei canili sanitari e 28 privati. A illustrare i risultati delle 710 ispezioni effettuate, oltre che in queste strutture, anche nei negozi di animali, negli esercizi di toilettatura o di dog sitter, è stata oggi a Roma il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini.

«In 10 giorni - ha spiegato - circa 400 Carabinieri dei Nas sono stati impegnati in questa attività che rappresenta solo l’inizio di un giro di vite sull’applicazione delle normative vigenti in materia di benessere animale e contro i maltrattamenti. In tutto è stato ispezionato solo il 20% delle strutture presenti in Italia e il lavoro andrà avanti perchè chi infrange la legge venga punito e le autorità locali si assumano le proprie responsabilità in materia». I controlli dei Nas sono stati effettuati a campione, quindi in modo non omogeneo su tutto il territorio nazionale, in base a segnalazioni pervenute da cittadini, associazioni o altre fonti.

Complessivamente sono state effettuate 710 ispezioni in cui sono state accertate 270 violazioni, 51 penali e 219 amministrative, e sono state segnalate all’autorità giudiziaria 45 persone e all’autorità amministrativa 144. In particolare le ispezioni hanno riguardato 23 attività di dog sitter, 94 allevamenti, 20 strutture di addestramento, 103 servizi di toilettatura, 114 esercizi di vendita animali, 89 ambulatori privati, 103 canili sanitari e 164 privati.

Per 46 delle strutture ispezionate è stata disposta la chiusura e precisamente: sei canili comunali, 28 canili ricovero privati, nove allevamenti e tre locali di toilettatura. Le violazioni amministrative riscontrate sono state prevalentemente di natura igienico-strutturale, quelle penali invece riguardano il maltrattamento e la cattiva custodia degli animali.

Nello specifico sono state accertate violazioni nell’8,7% delle strutture di dog sitter; nel 32% degli allevamenti; nel 5% delle strutture di addestramento; nel 9,7% degli esercizi di toilettatura; nel 15% degli esercizi di vendita di animali; nel 5,6% degli ambulatori privati; nel 30% dei canili sanitari; nel 36% dei canili privati. È stato chiuso il 6,7% delle strutture ispezionate.

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23rd Lug 2008

Il pollo (pt. 5/7)

Il pollo, dal prato alla nostra tavola
di AlanAdler

“Gli stessi muri imbrattati di sangue, i galli e le galline che andavano alla morte urlando a una sola voce: «Che cosa ho fatto per meritare questo? Assassini!». Poi si fa sera, la luce violenta delle lampade si riflette sulle lame dei macellai. Le donne avanzano, ciascuna col suo volatile da uccidere. I facchini caricano cesti con uccelli morti e li portano agli spennatori. Quest’inferno si fa beffa di tutte le insulsaggini sull’umanitarismo.”
Isaac Bashevis Singer, Shosha

Il pollo come animale
Con il termine generico pollo si indica l’uccello, sia maschio (gallo) che femmina (gallina), della specie Gallus gallus domesticus. Allo stato naturale il pollo è un animale molto interessante: è curioso e intelligente, impara in fretta, e ha una ricchissima vita sociale.

Per avere un’idea della vita etologica di questi animali si deve fare riferimento al gallo rosso (Gallus gallus) delle regioni asiatiche, considerato il progenitore di tutti i polli domestici. Il maschio è un meraviglioso uccello colorato da splendenti tonalità giallo-dorate e con qualche tocco di rosso in più, che può raggiungere anche oltre i 60 centimetri di lunghezza. Si deve quindi immaginare un gruppo dominato da un gallo di queste splendide fattezze a capo di un harem di 5 o 6 galline di dimensioni alquanto ridotte rispetto al loro partner. Si deve inquadrare questa piccola compagnia di animali in una foresta, dove vaga compatta raspando nella terra alla ricerca di germogli di bambù. Sono animali che si trattengono di preferenza ai limiti delle alte foreste, scendendo di rado al di sotto dei mille metri di elevazione. Nel gruppo tutti si conoscono e ognuno sa qual è il suo rango e quello degli altri. Fra le galline esiste infatti un ordine gerarchico, che viene stabilito e mantenuto con qualche beccata.

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16th Lug 2008

PETA ad - Supermarket

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16th Lug 2008

Una mucca salverà la terra

Jeremy Rifkin e il vero problema della crisi alimentare: la carne
Fonte: L’Espresso
di Jeremy Rifkin, economista statunitense, fondatore e presidente della Foundation on Economic Trends (FOET)
traduzione a cura di Anna Bissanti
8 luglio 2008

L’impressionante aumento dei prezzi energetici dello scorso anno ha determinato un aumento altrettanto impressionante dei prezzi dei generi alimentari in tutto il mondo. La crisi è stata esacerbata dalle ripercussioni “in tempo reale” che il cambiamento del clima sta avendo sull’agricoltura, in primis siccità, alluvioni e altri cataclismi climatici che hanno pesantemente inciso sulla produzione degli alimenti di base in molte aree del mondo. Le proteste di piazza ormai dilagano in oltre 30 Paesi e i leader politici paventano che gli ulteriori aumenti dei prezzi dei generi alimentari e l’escalation della rabbia e della disperazione dell’opinione pubblica possano esautorare i governi di buona parte del mondo in via di sviluppo e condurre a preoccupanti quanto difficili conseguenze per l’umanità. Inopinatamente, la crisi alimentare è stata trasformata da sfida umanitaria in una questione di sicurezza planetaria. Nelle scorse settimane sono stati organizzati in tutta fretta vari vertici internazionali sulla crisi alimentare globale per analizzare in particolare il rapporto di causa-effetto tra l’aumento dei prezzi energetici, l’impennata dei generi alimentari e le ripercussioni del cambiamento del clima sulla produzione agricola.

Al vertice della Fao di giugno si sono dati appuntamento oltre quattromila rappresentanti di oltre 180 paesi, tra i quali capi di Stato, uomini d’affari, esponenti delle più importanti organizzazioni della società civile, con l’intento di discutere della crisi alimentare, del cambiamento del clima e dei problemi energetici. Alla fine della conferenza, tuttavia, nemmeno uno tra i rappresentanti politici ha detto alcunché sulle cause sottaciute della crisi e su come le politiche agricole abbiano un impatto profondo sul cambiamento del clima.

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27th Giu 2008

Diventate vegetariani e salverete la Terra

Articolo apparso in prima pagina su La Repubblica
Fonte: La Repubblica
di Ettore Livini
25 giugno 2008

Nell’era dell’effetto serra, dei prezzi alimentari alle stelle e del Polo Nord che si scioglie come un ghiacciolo all’orzata nella canicola d’agosto, Paul McCartney - risolti i suoi guai patrimonial-matrimoniali - rilancia la vecchia crociata della scelta vegetariana. Una volta era questione di religione (come per i 150milioni di indù che non mangiano carne) o di moda. Oggi, dice lui, il problema è un altro: c’è da garantire un futuro al mondo. Come? Dando l’addio alla bistecca. «Lo chiede persino l’Onu» ha proclamato l’ex-Beatles, che da anni ha scelto un regime alimentare “verde”. «Se vogliamo combattere i cambiamenti climatici dobbiamo mangiare meno carne. Magari eliminandola dalla nostra dieta del lunedì. È un’abitudine da prendere, come andare in palestra e per di più si fa del bene al globo».

Dargli torto - dati alla mano - è difficile. Certo, vista dalla tavola di casa nostra la situazione non sembra poi così nera: un vassoio di salumi, un filetto al sangue o un pollo ai ferri sembrano piatti normali, sono buoni e (in apparenza) sani. Eppure, scientificamente parlando, Paul McCartney ha ragione. Un carpaccio di manzo inquina più di un Suv. Un hamburger divorato al tavolino di un fast food rischia di essere più destabilizzante per gli equilibri geopolitici mondiali di un conflitto locale nel Corno d’Africa. E i vegetariani (centinaia di milioni nel mondo, 2,9 milioni per l’Eurispes in Italia) sono i nuovi Gandhi del terzo millennio. Terrorismo gastronomico? Tutt’altro. La tavola è un business e la carne è il suo status symbol più ambito, il termometro della ricchezza di un paese. Nel 1961 il mondo ne consumava 71 milioni di tonnellate, oggi siamo a quota 248 milioni di tonnellate, cifra destinata a raddoppiare nel 2050. Niente di male, naturalmente, se non fosse che questa metamorfosi alimentare ha cambiato per sempre il pianeta, mettendo in allarme non solo l’ex-Beatles e le comunità salutiste ma anche i grandi organismi internazionali come la Fao.

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26th Giu 2008

Mucche, vitelli e vitelloni (pt. 4/7)

Il bovino, dal prato alla nostra tavola
di AlanAdler

Il bovino come animale
I bovini sono animali molto socievoli, e hanno un forte senso della famiglia.
Le mucche, con i loro vitellini, dipendono totalmente dalla protezione del toro. Una mucca non può scappare se minacciata, come potrebbe fare ad esempio un cavallo. Si sentono piuttosto vulnerabili senza la sicurezza di un toro vicino.

Come la donna, in una mucca la gestazione dura 9 mesi. Le mucche gravide, giunto il momento di partorire, si allontanano dalla mandria, isolandosi e appartandosi quanto più possibile. Alla nascita il vitello rimane “fuori dal gruppo”, e può unirsi agli altri solo dopo l’approvazione del toro dominante.

Nella mucca, tutto è programmato per proteggere il proprio vitello. Subito dopo il parto nasconde il piccolo che, per i primi giorni di vita, è praticamente inodore per ridurre il rischio di attirare predatori. Lo lecca continuamente, per togliergli ogni altra traccia di odore, e lo segue giorno e notte, senza perderlo mai di vista. Gli occhi dei bovini sono molto grandi e ricevono una grande quantità di luce, e l’immagine che entra nell’occhio di una mucca è circa tre volte più grande di quella ricevuta dall’occhio umano: questo aiuta la madre a seguire le tracce del vitello. Gli occhi dei bovini sono inoltre posizionati ai lati della testa, affinchè il campo visivo sia molto ampio e la mucca possa individuare qualsiasi predatore minacci il vitellino.

I vitellini, come tutti i cuccioli animali e umani, amano giocare. Il tedesco Robert Schloeth, zoologo, ha notato che i vitelli usano dei precisi segnali per comunicare agli altri vitelli che stanno per cominciare a giocare, e che tutto quello che accade dopo quel segnale deve essere interpretato come un gioco: «arricciano la coda lanuginosa e l’agitano solo da un lato, segnale che li rende chiaramente distinguibili».

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16th Giu 2008

Il maiale (pt. 3/7)

Il maiale, dal prato alla nostra tavola
di AlanAdler

“E’ ora di guardare ai maiali non come ad animali da mettere in tavola, ma come a una famiglia lontana cui siamo legati da un’affinità profonda e speciale: stanno solo aspettando il segnale che siamo finalmente pronti a vivere con loro considerandoli esseri pari a noi per svelarci con esuberanza suina l’intera gamma della loro complessa personalità emotiva.”
Jeffrey Moussaieff Masson, Il maiale che cantava alla luna

Il maiale come animale
I maiali sono animali quasi del tutto notturni, e buoni nuotatori.

Per capire le necessità di questo animale, bisogna fare riferimento al cinghiale (o maiale selvatico eurasiatico), progenitore della stragrande maggioranza dei suini domestici. Un maiale lasciato libero, infatti, rinselvatichisce immediatamente senza problemi di riadattamento, ed anche la propria morfologia subisce mutazioni in tempi sorprendenti, riassumendo i caratteri del progenitore. Come notò Darwin: «Nelle Indie Occidentali, nell’America del Sud e nelle isole Falkland, dove questi animali sono allo stato di libertà, essi hanno dovunque ripreso il pelame oscuro, le setole grosse e le zanne del cinghiale; i giovani vestono la livrea del cinghialetto».

Come noi, e come i cani, i maiali sono animali socievoli. Se lasciati liberi, i maiali gironzolano ed esplorano per tutto il giorno il territorio con i propri simili. Amano grufolare (cioè frugare con il muso nel terreno alla ricerca di tuberi) ed esplorare immersi in territori ricchi e stimolanti, come fa il cinghiale in libertà. In molte regioni italiane questa sua attitudine viene sfruttata in modo originale: grazie al suo sviluppatissimo fiuto e ad un particolare addestramento, viene utilizzato per la ricerca dei tartufi, in sostituzione del piu’ tradizionale impiego del cane.

I maiali sanno riconoscere il proprio nome e, sempre come i cani, scodinzolano quando sono felici. Ma al contrario del cane, il maiale non sembra avere un periodo critico oltre il quale non può più essere socializzato, e se trattato con affetto anche un maiale adulto può benissimo diventare amichevole quanto un cane che ha da sempre vissuto in famiglia sin da cucciolo. I maiali spesso vengono alimentati con gli scarti, ma in realtà hanno un palato molto raffinato, tanto da preferire un dolce ad una sana verdura. Allo stato selvatico, il 90% della sua dieta è di natura vegetale e consiste in frutta, semi, radici e tuberi.

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15th Giu 2008

San Girolamo nello studio

Il dipinto San Girolamo nello studio (1440 ca) di Stefan Lochner, è posto in apertura della nota opera I diritti animali (1983), di Tom Regan.

“Quando dipinse San Gerolamo nel suo studio, il pittore tedesco Stefan Lochner (1400-1451) tradusse in simboli alcuni dei tratti fondamentali della vita di questo santo del quarto secolo. San Gerolamo era uno studioso noto, tra l’altro, per la sua traduzione della Bibbia dal greco al latino (la celebre Vulgata), e il libro aperto nel suo scrittoio simboleggia la sua dedizione all’attività culturale. Un’utilizzazione più interessante dei simboli è costituita dalla presenza nel quadro di un leone. Secondo la leggenda, San Gerolamo avrebbe estratto una spina dalla zampa dell’animale e questi, grato al suo benefattore, sarebbe rimasto con lui. Coloro che osservavano il quadro di Lochner e conoscevano l’episodio appena menzionato comprendevano questo simbolo. Noi, che forse sappiamo ben poco della storia di San Gerolamo, inizialmente comprendiamo meno la ragione della presenza del leone. A dire il vero, anzi, l’animale raffigurato nel quadro non ci sembra per nulla un leone. Le sue dimensioni e la posa della coda sono decisamente poco leonine, criniera e zampe sono quelle di animali diversi dai leoni che conosciamo noi, il profilo e l’occhio visibile hanno qualcosa di umano, e per finire il portamento dell’animale è più simile a quello di un cane di modeste proporzioni o di un cucciolo che a quello del re della foresta. Qualcuno potrebbe essere tentato di spiegare le differenze tra il leone del quadro di Lochner e quelli che conosciamo noi, congetturando che nel Quattrocento i leoni fossero diversi da quelli di oggi. Ma la spiegazione è diversa e più semplice: Lochner, pur conoscendo bene l’episodio di San Gerolamo e del leone, un leone non l’aveva mai visto. Quello che ha dipinto è un prodotto della sua immaginazione, sorretta dalle scarne e aneddotiche informazioni di cui poteva disporre a suo tempo.
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09th Giu 2008

L’importanza di diventare vegetariani

Il Veronesi e i perchè della scelta vegetariana
Fonte: La Repubblica
di Umberto Veronesi, medico oncologo
6 giugno 2008

Ciò che il vertice Fao “ha dimenticato” di discutere è il cuore del problema della fame nel mondo, che non è solo legato ai costi di produzione e distribuzione dei cibi, ma soprattutto alle abitudini alimentari della popolazione del pianeta.
Occorre una rivoluzione nell’alimentazione dei Paesi ricchi per dare il via concretamente e subito ad una soluzione della tragedia dei Paesi poveri, dove si soffre la fame.
Noi siamo alle prese con il problema opposto: aumenta l’obesità fra i nostri figli, le nostre adolescenti anoressiche usano il troppo cibo come ricatto e se ne privano fino a lasciarsi morire, la nostra dieta opulenta ci fa ammalare sempre di più.

Proprio su questi temi si riuniranno a Venezia a settembre alcuni fra i maggiori esperti per la Quarta Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza: «Food and Water for Life». Io penso che l’ingiustizia alimentare sia una delle peggiori iniquità dei nostri tempi: una questione di civiltà e di cultura, che ci riguarda tutti da vicino. C’è un comportamento individuale responsabile, infatti, che può contribuire a riequilibrare questi due drammatici estremi ed è la riduzione del consumo di carne.

Molti uomini di scienza e pensiero hanno creduto che la scelta vegetariana fosse quella giusta per l’armonia del pianeta. Dal genio rinascimentale di Leonardo da Vinci, che non poteva sopportare che i nostri corpi fossero le tombe degli animali, fino ad Albert Einstein, il più grande scienziato del 900, che presagiva che nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla Terra, quanto l’evoluzione verso una dieta vegetariana. Anch’io sono convinto che il vegetarianesimo sia inevitabile, per tre motivi.

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30th Mag 2008

Perchè NoVivisezione

Video-documentario realizzato per AgireOra sulla vivisezione e sulla vita degli animali rinchiusi nei laboratori, con commento di Marina Berati. La versione che presento qui è la versione web, della durata di 5 minuti, più “leggera” e pensata per una maggiore diffusione su YouTube. La versione completa invece, della durata di circa 18 minuti, è disponibile in streaming su GoogleVideo » qui, e può essere scaricata nella versione ad alta risoluzione (433 MB) da masterizzare e usare per presidi » qui.

Nel video-documentario sono presenti molte immagini forti, per colpire lo spettatore. Il video è infatti stato pensato, ed è molto adatto, per essere usato durante presidi in strada. Durante l’iniziativa “No al 5 per mille alla vivisezione“, organizzata da AgireOra durante lo scorso aprile, il video è stato reso disponibile per i presidi organizzati in più parti d’Italia, e si è rivelato molto efficace.

Le musiche usate sono disponibili sotto licenza CreativeCommons sul sito Jamendo, una ricca e preziosa fonte di musica messa a disposizione da artisti emergenti di tutto il mondo, anche artisti di grande talento.

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